0La zanzara tigre (Aedes albopictus) si è ormai stabilmente insediata nel territorio provinciale e, oltre a essere di disturbo alla vita dei cittadini, è vettore di agenti infettivi virali (Arbovirus), come dimostrano i casi di focolai epidemici di malattia da virus Chicungunya, verificatisi in alcuni centri della nostra regione.
Per questo motivo, l’Amministrazione comunale e tutta la Regione Emilia-Romagna ogni anno adottano un’ordinanza sanitaria, che resta in vigore da maggio fino al 31 ottobre, nella quale è fatto obbligo a tutti i cittadini di effettuare trattamenti larvicidi e di adottare pratiche preventive. I trasgressori dell’ordinanza sono passibili delle sanzioni amministrative previste.

Il Comune di San Martino in Rio già da diversi anni è si attiva per contrastare e controllare l’infestazione sull’area pubblica, trattando periodicamente, da maggio ad ottobre, la rete di caditoie stradali con specifici prodotti larvicidi a bassa tossicità ambientale.

Per favorire la diffusione tra i cittadini delle pratiche di prevenzione tramite la lotta larvicida, l’Amministrazione comunale organizza la campagna di sensibilizzazione “Ferma la zanzara”, nell’ambito di un mercato settimanale tra maggio e giugno.  In questa occasione viene distribuito gratuitamente ai cittadini un kit antilarvale di tipo domestico.
Si ricorda che lo stesso larvicida, può essere reperito a prezzo agevolato presso tutte le Farmacie Comunali Riunite e presso molte Farmacie Private della provincia di Reggio Emilia.

Un ruolo molto importante nella lotta alla zanzara tigre lo svolgono i cittadini e le imprese
E’ dimostrato che la lotta contro la zanzara tigre è efficace solo se i cittadini si impegnano a trattare tombini e pozzetti privati, che da soli rappresentano il 60-70% dei focolai.

Nei condomini e nelle aziende, come comportarsi:

  • Trattare settimanalmente – da maggio ad ottobre – i tombini e le caditoie, in cui possa ristagnare l’acqua piovana, con l’apposito prodotto larvicida.
  • Controllare che le grondaie non siano otturate e che non si producano ristagni di acqua.
  • Eliminare dai giardini, dai piazzali e da tutte le aree comuni, depositi di materiali ed altri manufatti (copertoni, bidoni, etc) in cui possano formarsi ristagni di acqua.

Nelle case, nei balconi e nelle terrazze, come comportarsi:

  • Eliminare o forare i sottovasi, in cui possa ristagnare acqua, che costituiscono uno dei luoghi preferiti per la deposizione della uova della zanzara tigre. Nei terrazzi o sui davanzali, dove è più difficile l’eliminazione dei sottovasi, questi devono sempre essere fatti asciugare per almeno ventiquattrore prima di ogni annaffiatura.
  • Eliminare o svuotare qualunque altro recipiente (secchi, annaffiatoi e simili), in cui può ristagnare l’acqua.
  • Evitare l’accatastamento di oggetti o manufatti che per la loro forma consentono accumuli d’acqua.
  • Tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce da sterpi e provvedere al taglio periodico dell’erba.
  • Svuotare le fontane e le piscine non in esercizio o eseguire adeguati trattamenti larvicidi.
  • Informiamo i vicini di casa, chiedendo la loro collaborazione, perché è proprio l’impegno di tutti la vera arma segreta contro la zanzara tigre.

In caso di pioggia
Le piogge creano numerosi piccoli ristagni d’acqua stabili in tutte le aree private e orti (sottovasi, barattoli, secchi, teli in plastica, giochi dei bambini, etc.) che vanno vuotati ed eliminati prima possibile.
In caso di pioggia, infatti, è ancora più importante trattare i tombini dei cortili (pieni d’acqua) ogni settimana se si impiega il prodotto larvicida, e ripeterli in seguito a piogge torrenziali che ricambiano completamente l’acqua del pozzetto.
La lotta preventiva periodica alla zanzara tigre va estesa alle aree industriali, che hanno vasti cortili ricchi di pozzetti e contenitori, ricordando che anche essi sono soggetti all’obbligo di effettuare i trattamenti contro le larve, pena le sanzioni previste dall’ordinanza comunale.

Negli orti e nei giardini
Gli orti devono essere irrigati direttamente con il tubo. È vietato l’accumulo di acqua in contenitori come bidoni, secchi, annaffiatoi, ecc.  Nell’impossibilità di eliminare questi contenitori, gli stessi dovranno essere coperti con coperchi a tenuta o con zanzariera integra, fissata e ben tesa.
Introdurre nelle vasche ornamentali pesci rossi, che si nutrono delle larve di zanzara.

Al cimitero
I vasi portafiori devono essere riempiti con sabbia umida; in alternativa l’acqua del vaso deve essere trattata con prodotto larvicida a ogni ricambio

Per approfondimenti è possibile consultare il sito internet della Regione Emilia Romagna www.zanzaratigreonline.it

DA CONSULTARE E SCARICARE
Pieghevoli per la lotta e la prevenzione alla zanzara tigre
Ordinanza Sindacale n. 36 del 26 aprile 2018

DOVE RIVOLGERSI
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