Premessa
Noi alunni di classe quinta abbiamo esaminato alcuni articoli della nostra Costituzione. Abbiamo osservato poi alcune forme di comportamento di alcuni cittadini. Infine abbiamo riflettuto sull’importanza delle regole per una buona convivenza. Ora vi raccontiamo…

Simone
Vipiacerebbe vivere come vi pare? Senza dover obbedire a nessuno, senza rispettare nessun divieto, facendo tutto quello che vi garba? Siete pronti a gridare “SIIIIIIIII”? Aspettate un attimo, prima di rispondere! Forse cambierete idea. Intanto seguiteci in un viaggio fantastico: una visita al Paese di Allegropoli. Allegropoli è un paese un po’ particolare. I suoi cittadini non rispettano le regole, perché a loro le regole non piacciono, le trovano fastidiose.

Anna

Il signor Arrogantelli, proprietario del bar, sta parcheggiando la sua automobile sulle strisce pedonali: sa benissimo che in questo modo blocca lo scivolo del marciapiede e che le carrozzelle e i passeggini non potranno passare, ma non gliene importa nulla. Che si arrangino! Tanto il vigile di zona, il signor Distrattini, chiuderà certamente un occhio: beve tutte le mattine il caffè gratis nel bar del signor Arrogantelli e in cambio finge di non vedere.

Matteo

La signara Maleducatini, invece, è alle prese con Paolino, suo figlio, che per l’ennesima volta, a scuola, ha fatto a pugni con l’acerrimo nemico Piero ed è tornato a casa con il naso sanguinante e i vestiti strappati: la maestra si è limitata a separarli e poi ha fatto spallucce. Si arrangino, ha pensato, se vogliono fare a botte sono affari loro.

Iacopo

A casa dei signori Truffetta è gran festa: il capofamiglia, che lavora in una mensa, è riuscito a portare a casa di nascosto un bel prosciutto. Ai commensali verranno date porzioni più piccole e nessuno si accorgerà che il prosciutto è sparito. D’altra parte fanno tutti così e il signor Truffetta pensa che questo non sia un furto. Dopotutto quel prosciutto andrebbe sprecato, di porzioni ne avanzano sempre!

Noemi

Per festeggiare l’arrivo del prosciutto, i signori Truffetta hanno invitato un loro parente, il cugino Gabriele, che ha accettato di buon grado, anche perché ha molto tempo libero: è in pensione. A dire la verità non dovrebbe ancora essere in pensione, ma ha allungato una busta con delle banconote al capo dell’ufficio pensioni che ha aggiustato un po’ le carte.

Vladimir

Non sarebbe bello poter vivere come ci pare, e fare a meno delle regole? Qualcuno pensa di si. Eppure per poter vivere insieme agli altri le regole sono proprio necessarie. Proviamo a immaginare, per esempio, di non avere delle regole condivise da tutti per misurare il tempo: se per qualcuno un’ora avesse 32 minuti, e per qualcun altro 89, pensate come sarebbe complicato darsi un appuntamento! O se nno ci fossero regole per il linguaggio: se per Paolo la parola “casa” indicasse un pollo e “sole” fosse la pioggia e per Michele i verbi al passato indicassero il futuro, una conversazione tra Paolo e mIchele sarebbe un gran bel pasticcio. Non riuscirebbero a comunicare.

Laura

Il 2 giugno 1946 i cittadini italiani, finalmente liberi, andarono a votare (con la graande novità che poterono partecipare al voto anche le donne: prima la politica era considerata una faccenda per soli uomini). Erano chiamati a scegliere: volete vivere in una repubblica, o continuare a vivere in un regno? Scelsero la repubblica.

Albina

Quello stesso giorno elessero anche l’Assemblea costituente, cioè le 556 persone che avrebbero ricevuto l’incarico di scrivere la nostra Costituzione. Che cos’è la Costituzione?

Benedetta

È l’insieme delle regole fondamentali che stabiliscono come si convive in uno stato. La nostra Costituzione, si basa sul riconoscimento del valore e della dignità dell’individuo. E dato che ciascun individuo ha un valore, la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e per tutelare tutti allo stesso modo, si precisa che ogni cittadino, povero o ricco che sia, senza distinzione di sesso,  di colore della pelle, di lingua, di religione o di opinione politica merita rispetto. La Costituzione è una legge che prevede il diritto alla libertà personale, di pensiero, di movimento, di religione, ad avere un lavoro, alla salute e all’istruzione. La Costituzione italiana “ripudia” ? è un termine molto forte e chiaro ? la guerra. La guerra è ammessa solo come difesa, in caso di aggressione.

Chiara

Si, i cittadini sono uguali, senza distinzione di sesso, eppure ci sono voluti quasi trent’anni prima di arrivare a una vera parità nel matrimonio: fino al 1975 il marito era considerato il capo della famiglia, e l’educazione dei figli era un diritto-dovere (almeno in teroria) solo del padre, e non del padre e della madre.

Gianluca
Ancora oggi i diritti fondamentali non sono riconosciuti a tutti (per esempio, ad alcune categorie di stranieri). Ancora oggi si tende a punire chi ha infranto la legge, piuttosto che a recuperarlo. Ancora oggi non tutti hanno una casa decente, e oggi il ripudio della guerra traballa un po’.

Simone
L’amore per la legalità si è molto intiepidito. Forse la legalità ci va bene quando sono gli altri a doverla rispettare, mentre è un po’ fastidiosa se tocca a noi. Nella nostra società convivono ancora la sudditanza e l’arroganza. La sudditanza fa si che il cittadino quando è vittima di un’ingiustizia, pensa di non poterci fare nulla, si arrende. L’arroganza, invece, è quella di chi ha un potere e si sente superiore al comune cittadino.

Andrea

L’onorevole signor Bianchiverdi che sta viaggiando a 200 all’ora in autostrada, quando viene fermato dalla polizia che gli vuole ritirare la patente sbraita: “Lei non sa chi sono io!”  sarebbe meglio per tutti vivere in una società in cui ognuno viene rispettato, le regole valgono per tutti e le persone sono libere allo stesso modo.

Greta
Abbiamo però constatato come si difficile vincere certe resistenze a compiere un cambiamento così profondo. E forse adesso qualcuno di voi si sta chiedendo cosa possono fare dei ragazzini della nostra età, per vivere in un mondo migliore?

Mertcan

Ognuno di noi, in effetti, può fare parecchio nel suo piccolo. Possiamo cominciare a rispettare chi ci circonda: la mamma, il padre, i fratelli (magari evitando di prenderli a calci o a male parole quando ci fanno un dispetto: in una società orizzontale i conflitti si risolvono discutendo in modo covile), gli amici, gli insegnanti, i bidelli della scuola.

Alex

Possiamo intervenire quando qualcuno tratta male chi è meno in grado di difendersi, perché più debole, o fragile: non dobbiamo permettere a nessuno di burlarsi dei compagni che hanno qualche difetto fisico, o sono semplicemente timidi o imbranati.

Anna

E come ci comporteremo con i bulli, quelli che a scuola o nel quartiere si divertono a terrorizzare o a dare fastidio a chi è più debole?

Dragomir
Cercheremo di fermarli, naturalmente, ma sempre ricordando che nella società orizzontale il nostro scopo finale non è quello di punire il bullo, di vendicarci, ma di portarlo a comportarsi bene (e per fare questo dovremo cercare di capire se per caso a farlo diventare un bullo non sono stati dei gravi problemi personali: a volte i bulli sono solo bambini e ragazzi che hanno bisogno di amore e di attenzioni, ma le chiedono in modo sbagliato)

Nisrin
Dobbiamo sgridare un po’ anche i nostri genitori se per caso allontanano in modo sprezzante o violento un lavavetri, un mendicante, un venditore ambulante, perché sono esseri umani come noi e quindi hanno, anche loro, un valore e una dignità, che non possono essere calpestati.

Alessia
E ancora, dobbiamo essere i primi a rispettare e a far rispettare le regole. Butteremo nel cestino le cartacce, non danneggeremo le panchine al parco né le sporcheremo, perché nella società orizzontale l’ambiente in cui viviamo è considerato un bene prezioso, da conservare intatto.

Fabiana
Anche qui ci potrà capitare di dare una sgridatina ai genitori, se non raccolgono la cacchetta del cane, lasciandola sul marciapiede, o buttano nel prato o in spiaggia i mozziconi delle sigarette, o parcheggiano la macchina sulle strisce pedonali, impedendo alle persone di passare.

Valentina

Come vedete la ricetta è semplice: si tratta di rispettare chi ci è vicino seguendo i principi e le regole (ecco che  questa parola torna di nuovo) che ci giungono dalla Costituzione e che sono un primo passo, importantissimo, verso quella società orizzontale nella quale vorremmo tutti vivere.

Alessio

Se ci impegniamo tutti, nei limiti delle nostre possibilità, il nostro mondo sarà certamente migliore. È indispensabile perciò CONOSCERE, DIFENDERE ED AMARE  la nostra COSTITUZIONE!