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Uber Coppelli:
cenni biografici

Nasce a Modena nell'ottobre del 1919 e si diploma all'Istituto d'Arte "A.Venturi" nel 1937.
Nel 1945, dopo la leva militare, lavora nello studio di Alessio Quartieri, scultore e restauratore modenese.
Nel 1946 espone in una collettiva un disegno che suscita l'interesse di Zelindo Bonacini, docente, critico d'arte, pittore e scultore molto conosciuto, che sarà da quel momento per anni il suo maestro.
Nel 1947 inizia una serie di soggiorni a scopo di studio a Parigi e in seguito a Venezia, dove conosce i pittori De Pisis e De Chirico.
Nel 1949 riceve giudizi positivi per i suoi lavori da parte dei pittori Paul Colin e Gino Severini e i complimenti del temuto critico d'arte Waldemar Georges.
Nel 1952 sposa Raffaella Bertani, come lui diplomata all'Istituto d'arte "A.Venturi" e si trasferisce a Stiolo dove continua una copiosa attività.
Dal 1958 al 1960 sarà docente alla "Libera Scuola di Nudo" nell'Istituto "A.Venturi". Nel 1959 espone cinque opere alla "III Mostra Biennale d'Arte Sacra" di Modena. 
Nel 1975 riceve dal Sindacato Belle Arti il "Diploma di fedeltà".
Nel 1979, in seguito alla vendita della villa di Stiolo, si trasferisce con la moglie a Modena e interrompe la propria attività.
Nel 1984, riacquistata la villa e gradatamente la serenità, ricomincia a lavorare.
Partecipa alla mostra "Modena, le sue chiese, il senso religioso" al Centro Studi "C. Mucchi" ed espone due acqueforti al "Paradisino" di Modena  per l'Associazione diffusione dell'Arte". 
 
Dal 1996 rallenta la sua attività dipingendo sempre meno e disegnando sempre di più.
Il 5 luglio del  2000 si spegne serenamente al Policlinico di Modena.
Per suo espresso desiderio viene sepolto nel prato del piccolo cimitero di Stiolo.
Sue opere sono conservate al "Gabinetto Disegni e Stampe" degli Uffizi di Firenze, al "Gabinetto Disegni e Stampe" dell'Università di Pisa, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna e al Museo Civico di Modena.

Tratto da 
"Vita del Pittore Uber Coppelli (1919-2000): 
Sintesi cronologica e bibliografia" 
di Luisa Barbieri Resca


 

 

 
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